La disoccupazione in Italia: i tassi del 2015

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Anche nel 2015 il tasso di disoccupazione tende al rialzo

Nonostante le previsioni ottimistiche da parte del Governo, sulla diminuzione della disoccupazione in Italia, al momento dell’approvazione del Job Acts, i numeri restano allarmanti.

Gli ultimi dati rilasciati dall’Istat denotano come a Giugno di quest’anno il tasso di disoccupazione sia aumentato dello 0,2% rispetto a Maggio raggiungendo il 12,7%, e come nell’arco degli ultimi 12 mesi sia aumentato dello 0,3%. Quest’ultimo dato è frutto del considerevole aumento dei disoccupati che è pari al 2,7%, ossia ben 85.000 nuove perdite di occupazione.

La disoccupazione giovanile tocca nuovi record

Il dato è preoccupante: 44,2% di disoccupati tra i giovani. Si tratta del valore più alto mai registrato dal 1977, cioè da quando vengono effettuate le serie storiche. Giugno segna un aumento del 1.9% rispetto al mese precedente.

In calo anche il numero degli occupati

Il numero di coloro che hanno un lavoro in Italia continua anch’esso a segnare segno negativo. Giugno registra un calo dello 0,1%, ossia 22.000 occupati in meno, su base mensile, e dello 0,2% (40.000 occupati in meno) su base annua. Si tratta del secondo calo su base mensile dopo il -0,3% registrato a maggio. In buona sostanza gli ultimi due mesi vanno quasi ad annullare il dato positivo del +0,6% registrato ad Aprile.

Cresce il numero di donne che trovano lavoro

Nel secondo trimestre 2015 si registra un aumento del tasso di occupazione femminile pari allo 0,2%, mentre per quanto riguarda gli uomini il tasso resta invariato. Anche confrontando il tasso di disoccupazione dei due sessi emerge come le donne siano in rimonta registrando nello stesso periodo una diminuzione dello 0,1% di disoccupati di sesso femminile contro un -0,3% di sesso maschile.

Il Governo si mostra cauto nel commentare i dati

Il premier Renzi ammette che c’è ancora molto da fare per dare una spallata definitiva alla piaga della disoccupazione, soprattutto alla luce dell’altalena di segni positivi e negativi che evidenziano un mercato ancora fragile. Il ministro Poletti aggiunge che tutto ciò è fisiologico, ma i segni della ripresa sono rappresentati dal fatto che il tasso di occupazione non segnala variazioni.

Quello che è certo è che non bisogna demordere e continuare con la ricerca di offerte di lavoro in Italia per far smuovere questa economia e risollevare il nostro paese.

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